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13/11/2009

Italiani voi siete pazzi!

Mi riferisco a tutti quelli che ancora osano appoggiare Berlusconi e la sua politica. Ma vi rendete conto di cosa stanno facendo con la legge ammazza processi?!
Questa e` pura follia! Migliaia di processi con vittime di ogni genere salteranno, le grandi frodi ai danni dello stato e dei cittadini degli ultimi anni polverizzate, cosi`, come se non ci fossero mai state solo perche` Berlusconi vuole essere sicuro di non andare in galera. E per farlo e` disposto a passare letteralmente sulla pelle di migliaia di italiani!!!
Italiani, ma siete pazzi o cosa? Ma come fate a stare dietro a questo individuo? A questo insulto ad ogni minima forma di democrazia e` preferibile qualsiasi altra cosa, qualsiasi!
Dicono che in questo modo sveltiranno i processi, ma cosa diavolo c'entra la velocita` con l'imporre un limite di tempo?!!! La logica e` contorta, assurda! Secondo voi un sistema pachidermico come quello della giustizia italiana di colpo diventera` veloce solo perche` c'e' poco tempo??! E` follia! Prima si deve cambiare il sistema, riformarlo e sveltirlo, poi al massimo ci mettiamo dei limiti! E` la logica che lo vuole!
E che dire dei processi in corso? Che giustizia e` mai questa, che colpisce a fortuna!!!! Sei stato appena condannato per la prima vlta dopo un processo durato 10 anni? Peccato, se durava un mesetto in piu` non andavi in carcere, guarda quell'altro invece come se la passa bene che ha fatto pure peggio di te ma e` gia` fuori dai tempi massimi stabiliti dalla nuova legge! Ma le assurdita` non finiscono qui sono tante, infinite!!!
Legge qui per favore, che spiegano certo meglio di me http://www.corriere.it/politica/09_novembre_13/ferrarella-processi-rischio_87eec520-d020-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml
Sono talmente incavolato che prenderei a pugni un bel po` di gente. E dire che un volta, quando "scese in campo", lo votai!!! Ma sbagliare e` umano, e` perseverare che e` diabolico!!!
Italiani per favore, vi prego, fermatelo, fermiamolo finche` siamo in tempo, prima che rovini le nostre vite per sempre con i suoi deliri di onnipotenza!
Facciamo vedere che esistiamo e che abbiamo ancora una dignita`, abbandoniamo la via di Berlusconi! Perche` prima di essere forzisti, PDisti, PDListi, comunisti, fascisti, Dipietristi siamo prima di tutto italiani. Salviamo l'Italia.



17/06/2009

Iran destati!

Torno a scrivere dopo mesi di latitanza per esprimere tutto il mio disprezzo e il mio sdegno per quello che sta succedendo in Iran in questo giorni da parte del regime vigente, e al contempo esprimere tutto il mio supporto verso l'oppresso popolo Iraniano.

Quello che sta succedendo e` uno schifo inaccettabile: siamo gia` a 7 vittime e chissa` quanti feriti tra un popolo (non quattro 4 gatti, ma un oceano di gente) che e` sceso in piazza a manifestare contro un sopruso inaccettabile: il ribaltamento del voto popolare. C'e' chi parla solo di "sospetti", ma sono quelli che non si scomodano ad esprimere giudizi piu` radicali per non "incomodarsi". Che Ahmadinejad abbia vinto e` una palla grande non come una casa ma come una montagna. E questi "signori" di un regime fanatico, arcaico, borioso e ignorante si sono permessi di propinarla cosi`, alla luce del giorno, come se niente e nulla avesse potuto metterli in discussione. Quell'assurdo 66% non sta ne` in cielo in terra, lo dicono sondaggi e umori. Ma dico io, vuoi imbrogliare? In una situazione tanto delicata fallo in maniera discreta, in modo da insinuare il dubbio, ma non dichiarando un assurdo 66% schiacciante dove nemmeno il piu` scemo ci puo` credere. E questo perche`? Perche` sono fessi? Si, ma anche perche` sono arroganti e pieni di se`, si sentono degli dei scesi in terra a cui tutti debbono cieca fedelta`, e se non la ricevano se la prendono a colpi di mazzate.
Ma il popolo Iraniano non ci sta ed e` sceso in piazza finalmente, ma con le buone, da popolo civile quale non lo e` il suo governo. Risultato? Botte, manganellate, e spari sulla folla inerme. Il sopruso che si aggiunge al sopruso. E, non dimentichiamo, cosa piu` importante, i morti. Si, perche` questo governo e` talmente vicino a Dio, benedetto da Allah e appoggiato dalle santissimi cariche religiose che spara sulla folla inerme e uccide i suoi cittadini. Allah ne sarebbe davvero fiero. Ma andate affanculo! (si`, questo e` il mio blog e nessuno mi puo` censurare come invece accade sistematicamente ai media, iraniani e non).

Ma lo schifo non si ferma in Iran. L'osannatissimo Obama sta facendo proprio il paraculo. E siamo alla seconda. Dopo aver sparato a zero sulla non autorevolezza dei blog (e dei blogger), insomma sputando nel piatto in cui ha mangiato (grazie al quale e` stato eletto), adesso se ne sta in disparte, dicendosi "preoccupato" per l'Iran, ma che comunque il popolo e` sovrano e il leader se lo devono decidere loro. Ah si`? Tu sei preoccupato? Io sono incazzato nero! Invece di biasimare, rimproverare, pretendere dei conteggi trasparenti, volere inviare supporti, ispettori, accalappiachiani, quello che volete, lui se ne sta in disparte aspettando che il polverone si plachi e tutti tornino ad essere felici e contenti, perche` "mica possiamo privarci del petrolio per qualche scaramuccia interna" (in realta` pensa pure di poter dire poi qualcosa sul nucleare iraniano ma si sbaglia di grosso se pensa che lo terranno minimamente in considerazione).
Obama falso e ipocrita! Ma come? Fate guerre a destra e manca in nome della liberta`  e ora che per un motivo sacrosanto dovreste solo dare appoggio morale, politico, umano vi cacate sotto? Fate schifo.
Un po` meno peggio e` la situazione europea, ma all'Iran serve un supporto piu` forte, perche` o ce la fara` ora o dopo saranno cazzi amari, ben peggio di prima. Non oso immaginare a quale repressione andranno in contro.

Ecco quello che voglio dire, popolo Iraniano non cedere! Purtroppo siete in un regime e ci sono pochissime probabilita` che abbiate giustizia negli scrutini, ne` ora ne` mai. Avete gia` iniziato a pagare con 7 morti e tantissimi feriti. E` dura da dire ma vi serve un passo in piu`, la non violenta manifestazione non e` sufficiente e non vi salvera`: dovete destituire a forza quello vecchiaccio maledetto e rimbabito di Khamenei (test clinici lo dimostrano) e il suo entourage, compreso quel cane al seguito di Ahmadinejad.
Dovete arrestarli e processarli per crimini contro il popolo. Solo cosi` sarete liberi. Sperare solo in un riconteggio favorevole dei voti non vi portera` da nessuna parte. Questa pero` e` l'occasione buona per andare fino in fondo, perche` si e` a un bivio: o farcela questa volta o non farcela piu` per chissa` quanti decenni a venire.
Popolo iraniano, destati e riprenditi la tua liberta`!






26/03/2009

Le nouvelle "compleannée"

...si` lo so, suona ridicolo ma "anniversaire" suona proprio ambiguo.
 
Ed ecco che il mio compleanno trova il compimento natarale e finale (dopo i bagordi di sabato scorso) nella serata di ieri. Organizza tutto la mia M. che mi da' appuntamento a Ginza, il quartiere chic delle grandi firme e dei negozi di costosi di Tokyo (tanto per una volta tanto non pago io! ^___^).
"Chissa` dove mi portera`?" mi domando mentre aspetto davanti all'uscita della metro` in orario preciso, meglio di un soldato svizzero. Incredibilmente anche M. e` in orario e aspetto solo cinque minuti (da qualche parte nel mondo avranno gridato "miracolo!", ne sono sicuro). M. e` bellissima e raggiante. Ci avviamo ma anche lei non sa bene che pesci pigliare con la sua mappetta ultra-mignon ritagliata dalla brochure. Ma rompendo le balle qui e` li' in tre comodi pit-stop ci arriviamo: "Wine Bar nonsoche", dove "nonsoche" ovviamente e` in giapponese. Dunque arrivati: quarto piano tutto tace, luci soffuse e pare che ci stiamo intrufolando piu` che entrando. Finalmente qualcuno ci intercetta e ci conduce al tavolo prenotato. Tutto e` tanto chic quanto bianco! Se non ci fossero le luci abbassate verremmo sicuramente abbagliati. Sono troppo emozionato e contento dietro la nostra tendina a listelle mentre ci iniziano a servire e a descrivere i piatti man mano che arrivano. Vista l'emozione non riesco a trattanere ristatine guardano i piatti che arrivano (di aspetto rigorasamente occidentale, diciamo alla francese, ma di sapore rigorosamente giapponese): mi ricordano troppo i film in cui l'uomo alla buona e` la scusa di turno per prendere per i fondelli la cosidetta "alta cucina": porzioni non piccole, microscopiche servite in piatti giganteschi. Io continuo a ridacchiare e M. un po` mi viene dietro mentre cerco di spiegarle perche` mi fa ridere che l'antipasto sia composto da un piatto longilineo diviso in tre parti ognuna contente: tipo una mezza sardina, un rotolino di pate spesso 1 cm e mezzo e alto 0,5 cm, e un pomodoro pachino uno (di quelli piccoli) ripieno di crema. Ragazzi, l' "alta cucina" sara` buona e di classe ma sembra proprio che ti prendano per il sedere. Secondo me in cucina si fanno delle grasse risate. Comunque tutto buono, e il piano suonato in sottofondo crea proprio una bella atmosfera. Ma pezzo il forte arriva con la torta: "tanti auguri" accennata al piano, una candelina accessa e tanta panna e fragole, un must in Giappone. Sicuramente la portata piu` abbondante ^_^. Sul piatto, scritto intorno col cioccalato "Happy Birthday Enzo". Lo ammiro, me ne compiaccio, e penso che con quello che ci hanno fatto mangiare mi pappero` pure la scritta. Torta buonissima e cena perfetta. Tutto bellissimo! Ancora di piu` perche` lo devo alla mia M! GRAZIEEE!!!
 
 
 

"La cosidetta "Nouvelle Cousine" di solito significa non abbastanza nel tuo piatto e troppo sul tuo conto."
(Paul Bocuse, cuoco francese)
25/03/2009

PreFesta a Sorpresa!

Carina la mia M.!!! Sabato scorso mi ha fatto credere di andare ad un party casalingo di una amica comune e invece era la mia festa di compleanno!!!
Stordito pero` io che non l'ho capito fino alla fine della festa. Arriviamo tra i primi e informandomi su chi dovesse venire rimango un po` sopreso di alcune presenze: "ma com'e' che viene anche lui/lei?" mi domando, "chissa` chi e` il suo amico tra questi che l'ha invitato/a...". Dovete sapere che all'estero nella comunita` degli stranieri ogni giorno sembra Carramba che sorpresa!: "ma dai anche tu lo/a conosci?!". Scopri collegamenti assurdi e alla fine sembra che tutti conoscano tutti. Quindi non ci ho dato troppo peso. Al secondo indizio pero` avrei potuto gia` insospettirmi: arriva Cinzia con un pacchettino in mano e mi dice "Auguri!!! Questo e` per te...". E io, rimba come pochi, ringrazio e penso a quanto sia carina a ricordarsi del mio compleanno gia` qualche giorno prima (sarebbe stato Mercoledi`, cioe` oggi) e portami un regalo immaginando che il Mercoledi` non ci saremmo potuti incontrare. In effetti questa immaginaria giustificazione ha il suo perche`, pero` insomma non ho mostrato doti di arguzia >_<. Il top lo raggiungo quando si abbassano le luci ed esce fuori un'appetitosa torta alle fragole glassata!! "Aaaaah, grazie a tutti!!!", tra l'emozione e il coro di "Happy Birthday" in almeno tre lingue (italiano, inglese, persiano e "katakana" ^_^) spengo le mie sparute candeline che non possono ricordarmi quanti anni compio in realta` (AH-AH!). A questo punto l'avra` capito, direte voi. Eh no! Perche` a sto punto vado a pensare che la mia festa a sopresa e` stata inserita nella festa della nostra amica per cogliere l'occasione!! E invece no! Solo dopo mi hanno dovuto spiegare che era tutta una messa in scena tutta per me!!! Porca miseria vuoi vedere che sto invecchiando veramente?! Nhhuuuuoooo.....T_T

Ringrazio comunque tutti i presenti per la bellissima sopresa (sigh... il mio primo party a sorpresa!...sono commosso) e prima di tutti la mia M. che adoro sempre di piu` (DOSAT DARAM J.J.!!!)

PS: non e` nemmeno mancata la guerra a colpi di crema (quella che ti rende shpalmatissimo)!

Le foto della festa shpalmatissima! ->>

"Birthdays need to be celebrated. I think it is more important to celebrate a birthday than a successful exam, a promotion, or a victory.
  Because to celebrate a birthday means to say to someone: “Thank you for being you.”
  Celebrating a birthday is exalting life and being glad for it. On a birthday we do not say: “Thanks for what you did, or said, or accomplished.”
  No, we say: “Thank you for being born and being among us.
"

(Henri Jozef Machiel Nouwen, sacerdote e scrittore cattolico di origine olandese)
 
[“I compleanni vanno festeggiati. Penso sia più importante festeggiare un compleanno che il successo di un esame, una promozione, o una vittoria.
   Perche` festeggiare un compleanno significa infatti dire a qualcuno: "Grazie perché sei tu."
  
Festeggiare un compleanno significa esaltare la vita ed esserne lieti. Ad un compleanno non diciamo: "Grazie per quello che hai fatto, o detto, o realizzato."
   No, noi diciamo: "Grazie per essere nato e per essere tra di noi.
”]



16/02/2009

Un San Valentino d'obbligo

San Valentino e` la festa degli innamorati, e fin qui non ci piove. Le coppie si ricavano un momento intimo da trascorrere insieme sancito da fiori e cioccolato. Per i piu` volenterosi, ma che sono la maggior parte, cenetta fuori o a casa a lume di candela. Inutile negare che ormai e` consuetudine scambiarsi anche dei regali, anzi, spesso e` l'occasione per farne di quelli che "contano" (non a caso questa parola richiama la parola soldi ^_^). Insomma lui regala qualcosa a lei e lei regala qualcosa a lui. Equo. Ma non in Giappone, dove si sa, fanno tutto quello che facciamo noi ma a modo loro. Se lo scambio e` la modalita` per milioni di coppie nel mondo, tanto questa festa si e` diffusa fuori dal continente europeo e americano, in Giappone sono solo le donne a regalare qualcosa agli uomini! Ma che cosa? Cioccolato ovviamente. E` questo infatti che a San Valentino la fa da imperatore assoluto, ricambiato (solo dagli uomini di buona volonta`) dalle classicissime rose rosse. Insomma cioccolatini, torte, dolci, tutto, non importa, basta che siano al cioccolato. Cosi` vedete milioni di scatole di cioccolatini e di confezioni a forma di cuore che spuntano fuori all'improvviso e d'un tratto sembra che il cioccolato diventi il pane quotidiano di tutti gli abitanti. Le produzioni ultra-chic costose si sprecano: non e` affatto raro pagare 2.500 yen (al cambio attuale circa 21 euro) per un set di 5 cioccalatini! Ma state tranquilli, si puo` salire tranquillamente, soprattutto se si mette piede nella famosissima quanto cara cioccolateria Godiva, li` i soldi davvero diventano cioccolatini. Sia chiaro, piccole opere d'arte per gusto, inventiva e forma (animaletti, cuori, simboli, ecc), ma siamo sinceri, c'e' cosi` tanta differenza tra questi e il cioccolato del supermercato della Lindt a 350 yen? Io direi di no, ma si sa che per uscire dalle righe si paga ogni passo a peso d'oro (il "piacere" del lusso). Ma perche` diamine una tale esplosione di vendite? Presto detto, il cioccolato viene regalato non solo al proprio innamorato ma anche a tutti i maschi con cui si ha un rapporto significativo (giri-choco), per cui inclusi familiari, amici, colleghi di lavoro e magari pure il vicino.  Le mie studentesse (si ora insegno anche italiano) mi dicono "per senso del dovere" (giri appunto), aggiungendo che e` per consuetudine e consentire un felice rapporto insieme. Sara`, ma voi alle vostre tasche proprio non volete bene. Cosi` San Valentino in Giappone ha piu` il sapore della festa del cioccolato che delle coppiette e che le timide ma scaltre ragazzine sfruttano per dichiararsi al ragazzo dei sogni (non aspettatevi che il ragazzo giapponese medio muova il sedere), consegnandolgi la cioccalata migliore, magari fatta a mano e col cuore (honmei-choco).
Ma niente paura per le donne, la loro riscossa avviene il 14 Marzo con il "White Day" controparte femminile di San Valentino dove sono gli uomini a regalare qualcosa alle gentil pulzelle (all'origine si regalavano marshmallow, poi cioccolato bianco e oggi qualsiasi cioccolato o meglio ancora cose molto piu` coste). Par condicio con prestidigitazioni d'oriente.

E` cosi` la festa piu` attesa o temuta (dipende dai punti di vista ^_^) delle coppiette e` arrivata. A me e` "toccata" una bellissima seratina con la mia dolce meta` persiana con cui oggi condivido 10 mesi di relazione e 5 mesi di convivenza. Le ho mandato un invito (ma messo a mano nella casella) per una cena al ristorante situato...nella sua stessa abitazione! Il ristorante apre alle 8, si prega di essere puntuali ed e` gradito l'abito da sera. Io fino alle 8 (ma gia` da due giorni prima) vesto a turno i panni della massaia che fa la spesa e del cuoco. Cio` nonostante l'obiettivo e` ambizioso cosi` il sabato sono affaccendatissimo e non sono pronto prima delle 9 passate tra risotti, insalate e biscotti. Ne pagano le conseguenze la mia cara M. che si appisola (dopo essersi preparata accuratamente) e miei biscotti che si abbrustoliscono troppo. Ma ormai e` tutto pronto, la musica parte (playlist selezionata una settimana prima), luci spende e candele accese. Buon Appetito e  Buon San Valentino!


 
"Love, biochemically no different than consuming large quantities of chocolate."
(L'avvocato del Diavolo, John Milton [Al Pacino])
 
[“L'amore? Sopravvalutato. Biochimicamente non è diverso da una grande scorpacciata di cioccolato.”] 

 

 


Ricomincio da....zero? No, da 14.

In giappone si dice "HISASHIBURI!" quando si incontra una persona che non si vede da tanto tempo (ce significa appunto "da quanto tempo!"). E allora "HISASHIBURI!" a tutti e al mio blog che per mesi e mesi e` stato spento. Il perche` e` presto detto: mi sono piuttosto rotto di scrivere la mia pseudo-autobiografia perloppiu` sulla base di gite ed eventi mondani. Alla lunga e` ripetitivo e poco stimolante. E allora ricominciamo con una piccola ma sostanziale differenza: parlero` sempre un po` di me ma soprattutto di tematiche riguardanti il giappone (dalle piu` frivole alle piu` cocenti) partendo dagli spunti di cosa succede a me a quello che mi sta intorno, cercando per bonta` mia, vostra e divina di essere molto piu` sintetico che in precedenza (ma qui siamo gia` nel campo dei miracoli). per l'occasione voglio strafare e creero` una nuova categoria per i post, non piu` "La mia vita in Giappone" ma "Il Giappone nella mia vita". Del resto siamo in piena crisi e bisogna rigenerarsi, per cui refresh! refresh! refresh! (come ben sanno i poveri sviluppatori di HTML alle prese con Internet Explorer).
 
PS: perche` ricomincio da 14? Perche` il mio primo post sulla nuova linea sara` su San Valentino.
20/10/2008

ITALIANI VERGOGNATEVI!

Visto che nel post precedente ne detto bene ora posso dire cio` che di male ho trovato nel nostro paese. Lo faccia a un mese di stanza (del resto il tempo e` realtivo) e sta volta partirei da cio` che di solito riservo alla fine, ovvero dalla citazione:

"L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade, | ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole. | Onestà tedesca ovunque cercherai invano, | c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina; | ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida, | e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé."
(Johann Wolfgang von Goethe, poeta e scrittore tedesco)
 
E se era cosi` ai tempi Goethe figuratevi ora. Ma la frase riassume perfettamente il nostro, ormai per troppi versi, triste paese. Come avvoltoi gli italiani guardano alle occasioni perspremere soldi, e dove possono accontentarsi di fare un buon guadagno si accaniscono sulla preda fino a dissanguarla. Mi riferisco in particolare al turista, ma non lasciatevi ingannare dalla parola perche` non si tratta solo dei tedeschi o dei giapponesi venuti dall`altra parte del mondo, ma anche del nostranissimo italiano che viene da una citta` a due ore d`auto.
Quello che di cui sono vittima i turisti e` una pratica ignobile che non solo ci priva dello status di un paese con una sua dignita` e morale, ma sia di un mercato del turismo sviluppato nel suo potenziale (oggi ne siamo molto, molto lontani) e del diritto di accedere all`arte e alla storia (talvolta persino al culto) che e` di tutti gli italiani.
Siete mai stai in vacanza a Roma? Bhe` nel centro storico il mio consiglio e` di non comprare nulla da mangiare o bere se tenete al vostro portafoglio. Specialmente ai baracchini. Non solo tutto e` caro ma di pessima qualita`.
Mi e` toccato pagare al baracchino davanti al Colosseo una bottiglietta d`acqua 2 euro. In Giappone, dove il reddito e` ben altro, costa OVUNQUE dai 60 agli 80 centesimi. "Bhe`" direte voi "sono solo due euro non e` che ti rovini". Provate a stare in giro qualche giorno e a poter bere solo l`acqua che comprate e poi mi dite. Altro caso, sempre a Roma, zona Fontana di trevi. Entro in gelateria, piuttosto gremita, cono normale 2 euro. Ok, siamo nella norma. Mi sento piu` goloso del solito e visto il prezzo penso di poter osare. Scelgo il cono con il bordo coperto di cioccolato e granella. Totale: 5 euro! Ma che e`? L`ha fatto il signor Lindt in persona a mano? Comunque ormai ce l`ho in mano e che faccio, glielo rido`? Vergognatevi. "Bhe` ma tu perche` compri ste cose in centro?" direte voi. Siete mai stati a Roma? Avete idea di cosa significhi la parola "centro"? E` immenso, e questo comportamento non e` limitato ad una via o due. Ho provato una volta ad allontanarmi per mangiare qualcosa ma ho desistito: troppa strada e molti posti ancora chiusi causa agosto. Ma la storia non si limita ai soli esercizi commerciali. Qui viene il bello: e i monumenti? Sapete quanto costa l`ingresso per il Colosseo? Ben 11 euro. Certo sono inclusi anche i Fori Romani, ma non si tratta altro che di un giro in un parco con rovine, molto bello per carita`, ma quali spese sosterranno mai? E` cosi` che si diffonde la cultura? L`arte e` di tutti, perche` dobbiamo pagare queste somme assurde? I cittadini del mondo, noi italiani in primis, siamo stati privati del diritto di godere dell`arte. E se pensate che altri musei siano molto piu` economici vi sbagliate di grosso. Immaginate a che spesa andrebbe in contro una famiglia di quattro persone, genitori e due figli, se volesse vedere le bellezze artistiche di Roma in una settimana: sarebbe il tracollo finanziario. VERGOGNA!
Vaticano, la patria di Dio. Ma si sa, il Dio cattolico adora marmi e ori, cosi` l`ingresso ai Musei Vaticani costa la bellezza di 12 euro! Pero` almeno in San Pietro entri gratis. Grazie, siete davvero umani, come direbbe Fantozzi. Se pensate all`affollamento ed al ritmo con cui entrano le persone potete immaginare il giro di affari, altro che spese di mantenimento. VERGONGNA!
Ma romani non scoraggiatevi, c`e` chi e` messo peggio di voi: i fiorentini, ovvero belve assatanate di sangue per cui i  turisti non sono esseri umani, ma limoni da strizzare fino all`ultima goccia. In un bar tra la stazione e piazza del Duomo ho pagato un gelato 4 euro. Il cono piccolo. Certo l`apice ma la media si attestava sui 3 euro. Un giorno ho visto un dolce di pasta in vetrina in una panetteria: "pane dei marinai" (o pescatori) diceva la scritta e ho avuto la malaugurata idea di volerlo assaggiare. Una robina di 10 cm di diametro con gocce di cioccolato. Me ne dia uno. Me lo pesa e fa "2 euro e mezzo". COSA??? Dovrebbe costare 50 centesimi un prodotto del genere. E se ne prenessi un chilo cosa mi viene fuori, 250 euro?? Altro giro altro regalo. Bicchierone di plastica da asporto con mix di frutta? Ovviamente 5 euro, sono sicuro l`avra` raccolta l`uomo del Monte in persona. VERGOGNA! Ma il fondo lo si tocca sempre con la cultura. Udite udite ho pagato un ingresso agli Uffizi 21 euro. No, non e` un errore di battitura. 21 euro! 6.5 il biglietto regolare che diventano 10 in occasione delle mostre temporanee che NON puoi non vedere! Il resto sono le commissioni  (=ladrocinio) del rivenditore. Loro si difendono dicendoti di comprare il biglietto in Internet solo dal sito del museo perche` gli altri ci speculano. Peccato che il museo metta a disposizione solo pochi biglietti al giorno che vanno acquistati mesi prima. E poi com`e` che c`e` gente che puo` venderli e a sti prezzi? chi glielo da` il permesso? Loro ovviamente. E i controlli chi li fa? nessuno ovviamente. "ma gli Uffizi sono gli Uffizi" uno puo` dire. E Palazzo Pitti allora? Volevamo vedere solo il giardino perche` eravamo stanchi e non volevamo spendere. Non si puo`: o tutto o niente. A anche li` mostra temporanea che non puoi non sorbirti. Cosi` invece di 6 sono 10 euro. E poi altri musei sempre a 6 euro. A botta. Insomma se non sei ricco, e per ricco non intendo ceto medio, non ti puoi permettere di visitare Firenze. VERGOGNA!
A Pisa la situazione precipita. Se non lo sapeste nella torre di Pisa non c`e` nulla, si sale e basta. Biglietto 15 euro. Avete capito bene, 15 euro. E` uno scandalo!!! Ovviamente non ho potuto ne` voluto salire, soprattutto per principio. Ma scherziamo!!! Sul tabellone dei prezzi mi cade l`occhio sulle tariffe scolaresche. Tutti i prezzi sono fortunamente dimezzati MA, non la torre di Pisa!! Ma come, allora e` un complotto!!! Nemmeno agli studenti risparmiate questo dissanguamento economico?!! VERGOGNA!
E non e` finita a Pisa. affianco alla torre c`e` una chiesa. Ingresso a pagamento. Si` a pagamento una chiesa. "Ma se volessi solo pregare?" potrebbe chiedere qualcuno. Niente paura, una piccola area della chiesa e` lasciata ai fedeli (circa il 10% della superficie totale), niente foto o parlottare, solo pregare. Peccato che non c`e` un muro o altro che separi dal resto della chiesa, quindi alle tue spalle ti ritrovi centinaia di turisti che schiamazzano e fanno foto, e pure verso la parte dove a te e` proibito! Vabbe`, costa pochi euro e entriamo. E` una bella giornata e il gigantesco portone di ingresso e` spalancato. Questo pero` potrebbe essere un problema per gli introiti: uno potrebbe affacciarsi guardare e non pagare. Cosi` i diabolici pisani hanno pensato bene di mettere un orribile quanto enorme telone teso e ancorato al pavimento della chiesa con degli altrettanto orrendi ganci. Cosi` anche se con il vento vento rimane bello teso e nessuno puo` sbirciare dentro. Tra l`altro (come spesso ho notato) per entrare in chiesa ti chiedono un certo contegno nei vestiti: niente spalle scoperte e shorts. Ah si`? Se io pago per entrare mi vesto come voglio, perche` diventa un servizio commerciale e non una visita sacra. VERGOGNA!
A Venezia invece ti si ripropone la storia della coppa di frutta, ma stavolta solo 4 euro (tho`, si risparmia un euro). Uno potrebbe dire: "ma si sa che Venezia e` cara da viverci, il costo della vita e` alto". Ah si? Ma allora perche` la stessa coppa alla bancarella al ponte di Rialto costa 1 euro? Allora e` tutto un magna magna. Allora non c`e` una vera corrispondenza tra spese e ricavo.
La Torre dell`Orologio a San Marco la saltiamo, non sono 15 euro ma 12 euro sono ancora troppi. A San Marco l`ingresso e` gratuito, quasi non ci credo. Peccato poi scoprire che lo e` solo per il corpo centrale, e che ci sono diverse ali il cui ingresso costa 3/4 euro. Ad ala. Salire sopra pure costa 4 euro. Insomma una quindicina di euro per visitarla bene e tutta. VERGOGNA!
Mi chiedo io, e` cosi` che volete vivere italiani? E` cosi` che volete essere? Un branco di cannibali egoisti? Voi che abbracciate queste logiche fate schifo, esiste un limite oltre il quale non si chiama piu` guadagno ma lucro, mancanza di dignita` e di moralita`. E questo discorso non riguarda poca gente, ma la maggioranza, il che comprende non solo le categorie che ho citato ma tutta una serie di dissanguatori. E tra quelli che non lo fanno state sicuri che una buonissima parte non lo fa perche` NON puo` farlo (il proprio lavoro non glielo permette). Se aspettate che anche sta volta il cambiamento venga dal cielo morrete di vecchiaia senza che si sia mossa foglia. Il cambiamento deve venire dal di dentro, ci vuole quell`ormai cosi` demode ESAME DI COSCIENZA. Italiani, avete sempre il coraggio di dire che la vita e` cara e che l`Italia va a rotoli. No, non va a rotoli, siete voi che la fate andare a rotoli. Voi e come voi i politici che parlano di calmierare i prezzi e poi mettono 15 euro il biglietto per la torre di Pisa.
Italiani, lo dico da italiano che ha a cuore il suo paese e si deprime a verlo conciato cosi` e che sa che molta (ma pochissima nel complesso) e` brava gente, italiani fate schifo.
 
18/09/2008

Okaeri nasai

E` cosi` che mi accoglie il Giappone quando scendo le scale mobili verso il ritiro bagagli dell`aeroporto di Narita. La scritta bianca in caratteri giapponesi mi passa lentamente sopra la testa. "Bentornato" dice, e solo allora il tempo riprende il suo scorrere normale, non piu` a 200 all`ora fin da quando ho chiuso a doppia mandata la porta di ingresso del mio appartamento a Ikebukuro. Ora il respiro si e` calmato. Le vacanze sono finite e sono tornato a casa, al mio mondo che tuttti stentano ancora a capire e ci provano sempre con meno interesse. Ma io ora sono qui, e la mia padrona di casa mi dice "okaeri nasai" con la sua consueta gentilezza frizzantina. Il ritorno alla madre patria e` andato decisamente meglio dell`anno scorso (chissa`, forse perche` ero in buona compagnia). Voglia di rivedere le persone rimaste "dall`altra parte" e di ritrovare profumi e sapori che nel Paese del Sol Levante arrivano solo attraverso i ricordi.
Per non essere tacciato di essere nippofilo e detrattore dell`Italia in questo post diro` di tutto il bene che vi ho trovato ritornandoci dopo un anno.
Avendo un ospite con me quest`anno non ho potuto tirare dritto fino a Milano ma ho dovuto (ma con immenso piacere) fare il tragitto per tappe. Io e M. siamo atterrati a Roma e abbiamo trovato una Citta` Eterna degna di questo nome. Bella e popolata di gente solare, aperta e schietta, tanto da sembrare a volte quasi scortese nei modi se non fosse per la bonarieta` che emanano. Non tutti sia chiaro, alcuni sono rudi e basta (ho trovato i camerieri piu` grezzi che abbia mai visto). Il cibo, lontano dalle zone turistiche, ancora buono come ci si spera, e mangiato in atmosfere uniche, dove ovunque ti siedia ti sembra di essere incorniciato dentro un pezzo di storia. Camminare fino a quando i piedi fanno male (sara` che ha contribuito non poco lo shopping?), ma pochi giorni non bastano. C`e` anche il Vaticano da vedere, e ricevere l`immenso abbraccio di San Pietro, una scultura che parla al mondo. Poi sul treno e dritti fino a Firenze, dove si entra nell`arte e ne si esce solo quando ne si lasciano i confini. Romantica, accogliente, e allo stesso tempo familiare (ma di famiglia nobile, non si fraintenda), Firenze non appartiene a questa realta`. Il turismo non e` al suo picco e` c`e` spazio per respirare bene (ben diversi erano i mieri ricordi precedenti). Si mangia ancora bene a Firenze, se si sa dove non andare. Mitica (mai vista prima) la gastronomia/rosticceria con i tavolini di legno: se ci fosse nella mia citta` vivrei li` giorno e sera (una mozzarella come non ne mangiavo da veramente molto tempo). I fiorentini si sono dimostrati gente davvero molto ospitale e gentile, come se l`elevato flusso di turisti non abbia intaccato la loro atavica disponibilita`. E poi gelati gelati gelati e waffel, perche` in Italia li fanno con la Nutella, non con la triste crema al cioccolato.
A Firenze si va anche per musei e ci si stanca. Stacchiamo l`ultimo giorno e facciamo gita a Pisa (che non e` fatta di pizza come i giapponesi ridacchiano - loro pronunciano "pizza" all`americana, ovvero quasi come Pisa). Di Pisa, dove ci ero gia` stato, portavo un ricordo ancora nitido nonostante la mia fallace memoria. Questo perche` Piazza dei miracoli e` un tripudio di colori netti, tanto che sembra di stare in un disegno. Netto e` il verde del prato, netto il blu del cielo e stagliatissima la torre con le costruzioni basse. Una tale nitidezza di immagine non l`ho mai riscontrata altrove.
E con queste foto mnemoniche stampate nella mente partiamo finalmente alla volta di Milano, bella come la gente non sospetta mai. Quando esco dalla metro in centro lo ritrovo ancora li`, piu` splendido che mai, anzi, splendido come sempre: il Duomo di Milano, che con le sue meraviglie architettoniche potresti non smettere mai di guardarlo. Si`, mi mancava. E il castello nel suo periodo di fioritura, con l`estate e la fontana. Ma Milano e` piu` cose che persone: le prime prevalgono sulle seconde per gaiezza e visibilita`. Lo shopping vuole la sua parte anche se i piedi protestano. Ma anche a Milano non rimaniamo passivi tra visite e gite. Venezia ci aspetta e non la facciamo attendere. Forse non piu` serena come un tempo, offuscata dalle troppo persone, ma non soffocata pero`, e ancora capace di abbagliare con la sua atmosfera piu` da fiaba che da posto reale. La si gira a  piedi, come se fosse un unico immenso palazzo sospeso sull`acqua, e qui e li` ci si ritrova dentro qualche quadro.
Le mie escursioni poi non sono finite qui, altrimenti i miei piedi non avrebbero cosi` sofferto e le mie tasche cosi` pianto. Ma ovunque sia andato ho visto un pezzo di Italia diverso con pregi e difetti peculiari. Ancora nella bella Italia c`e` gente che vive oltre a sopravvivere, e il cibo buono non e` ancora un ricordo delle nostre nonne. Checchè se ne dica ci sono pochi posti al mondo dove si potrebbe spendere meglio il proprio tempo libero e il proprio denaro.

Tra la gente ho ritrovato vecchi e nuovi amici, anche incontrati e non incontrati inaspettatamente. E la mia famiglia, sempre piu` frammentata e difficile da gestire negli incontri. Mio padre, mia sorella e il mio gatto, con la sua solita faccia buffa. Ringrazio tutti e mi scuso con chi non mi sono potuto incontrare o non ho avuto la forza di contattare, sara` per la prossima volta. Tanto l`Italia e` sempre li`, con gli stessi problemi ma sempre in piedi.

"Cara Italia, perché giusto o sbagliato che sia questo è il mio paese con le sue grandi qualità ed i suoi grandi difetti."

(Enzo Biagi, giornalista e scrittore italiano)
22/08/2008

Alloora...si paarte!!!

Ci siamo, solo 12 ore alla partenza dall`aeroporto di Narita alla volta del Bel Paese da cui manco da ben un anno e un mese. Domani saranno anche 2 anni esatti che mi sono trasferito in Giappone, spero che si riveli una data augusta e sia di buon auspicio ^__^.
Che dire piu`, ci vediamo in Italia...BANZAAAAAIIII!
 
PS: a questo ultimo giro prevacanziero vi lascio le foto della quartiere nelle immediate vicinanze dove abito. Cio` che si nota subito e` che c`e` uno sconfinato cimitero che si dirama ovunque, poi ci sono un paio di templi di cui uno davvero molto carino. Fateci un giro...
 
 
"Cara Italia, perché giusto o sbagliato che sia questo è il mio paese con le sue grandi qualità ed i suoi grandi difetti."
(Enzo Biagi, giornalista e scrittore italiano)
 
 
21/08/2008

"Chiuditi nel cesso..."

Cosi` apostrofava una vecchia canzone deli 883. Che c`entra? Non c`entra una fava ma dovevo trovare qualcosa per introdurre l`argomento del giorno, ovvero la mia "toire" (=toilet in lingua "katakana" ^__^). Si`, perche` se nel cesso degli 883 nessun ti tocca, nel mio bagno invece qualcuno ti osserva. Ma non e` una presenta inquietante, sebbene aliena. In ogni caso ragazze o amanti vari del kawaii-style lo apprezzeranno.
 
"Chiuditi nel cesso
  lì vedrai nessuno ti toccherà
  però fallo adesso
  sennò l'uomo nero ti prenderà
  Chiuditi nel cesso
  porta dentro la tua realtà
  però fallo adesso
  sennò prima o poi qualcuno entrerà
"
(883, Chiuditi nel cesso)
 
 
18/08/2008

Sempre meglio!

Finalmente tutti i pezzi vanno al loro posto (non proprio tutti tutti ma la perfezione non e` di questo mondo). A fronte del periodo piu` economicamente buio della mia vita (iniziato con il trasloco e di cui ancora oggi non ne vedo la fine) tiro qualche sospiro di sollievo in piu`. Ho ritrovato la bici che pensavo prima sequestrata dagli ausiliari della sosta (ma al deposito non c`era), e poi rubata da qualche salariman ubriaco. Invece era sempre stata dove l`avevo lasciata, solo che mi ero dimenticato di averla parcheggiata in un posto diverso dal solito proprio per non farmela cattare dai tanto gentili quanto maledetti ausiliari. Meno male che il poliziotto di turno, con la solita "compentenza" e "arguzia" che distingue la polizia giapponese mi ha messo involontarimanete sulla buona strada. Gli racconto che dieci giorni prima avevo parcheggiato la bici nel posteggio degli uffici del comune oltre l`orario consentito e che al mio ritorno la bici era sparita. Ero stato quindi al deposito delle bici sequestrate, sotto una maledettissima pioggia, ma non avevo cavato un ragno dal buco. Cosi` mi ero rassegnato a sporgere denuncia. Ma lui, dopo le mie spiegazioni se ne salta fuori con "ma ha provato a chiedere agli uffici del comune?". Certo che no, che cavolo vuoi che ne sappiano gli impiegati? dove credi se la siano potuta mettere la bici? (la risposta sorge spontanea) Mica e` il loro lavoro spostare le bici. E lui: "e` meglio che prima vada a chiedere". Ok Sherlock Holmes del Cottolengo, visto che anche con te non cavo un ragno dal buco vado a chiedere. Quelli del comune sono molto gentili ma non sanno ovviamente cosa possono fare per me. Comunque un impiegato mi porta a controllare se percaso non sia stata spostata da qualcuno in uno spazio in disparte adiacente. Ovviamente non c`e`. Lo ringrazio e ci congediamo. Pero` quando faccio per andarmene, mi volto e` vedo una bici del tutto simile alla mia parcheggiata nel parcheggio che da sul retro del comune: "vuoi vedere che..." tiro fuori la mia carta di registrazione, controllo il numero e...e` lo stesso!!! Grande!!! Non me l`hanno portata via ma sono io che mi sono dimenticato di averla parcheggiata sul retro invece che di fronte per paura che me la portassero via (avevo gia` ricevuto un foglio di avviso (di garanzia) ufficiale del tipo "guarda che il parcheggio non e` roba tua, la prossima volta il Comune ti buca le gomme").
Bhe` dieci giorni senza bici sono decisamente meglio di cinquemila yen di multa. Tutto e` bene cio` che finisce bene, nonostante mi siano pure arrivate le tasse del comune (io e il comune stiamo avendo un rapporto piuttosto morboso ultimamente), che sono annuali e non sto a dirvi a quanto ammontano per paura che qualcuno con problemi di cuore ci lasci la penne).
Altra cosa fantastica e` che ieri in uno sforzo da decatlon ho fatto una full immersion di shopping estremo (e di pioggia), di modo che ho recuperato praticamente tutte le cose da portare in Italia come souvenir. Eh si`, Sabato si parte, la partenza e` alle porte.
14/08/2008

Non ci posso credere, tutto si sta aggiustando!!!

GRANDE! M. HA RICEVUTO IL VISTO E POTRA` VENIRE CON ME IN ITALIA!!! ERAVAMO INCREDIBILMENTE IN ANSIA!!! SONO TROPPO CONTENTO!!!!
E stamattina ho pure ricevuto la fantomatica carta di credito, questa si` che e` una bella giornata!!!!
 
"...
  Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre Terra,
  la quale ne sustenta et governa,
  et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
  ..."
(Francesco d`Assisi, Cantico dei Cantici)


13/08/2008

Summerland!

Quando l`estate arriva arriva, anche se a Tokyo e` ben strana. Poco sole, umidita` micidiale che si alterna a giorni (pochi) di quasi frescura. Ben diverso da Osaka dove il sole e l`umidita` tropicale facevano capolino a Giugno e ti rimanevano incollati addosso fino a Settembre inoltrato. Sara` che forse mi sono un po` abituato ma qui a Tokyo il vero caldo e` arrivato solo ad Agosto, con quell`afa soffocante e l`aria condizionata a palla nella metropolitana che ti ghiaccia sulla schiena le goccioline di sudore. Anche ora che guardo fuori (invece di lavorare ;P) il cielo e` nuovoloso, grigiastro, sempre li` a minacciare di piovere. Se fossi fuori a in vacanza a voler prendere il sole la potrei prendere sul personale. Tuttavia il caldo, diamogliene atto, quello c`e`. Cosi` Domenica si prende e si va (ovviamente in treno, che magicamente qui ti porta ovunque) a Summerland, la Terra dell`Estate. Quale posto migliore in questa stagione di torridi propositi? Cosa sia sia Summerland e` presto detto: piscine, scivoli, giochi d`acqua, cacofonia di grida multitonali e gente in mutande che scorazza qua e la`. Ma non solo: per 4.000 yen e` compresa l`entrata libera all`area luna park nella piu` classica delle configurazioni: montagne russe, galeone, ruota panoramica e una sorta di autobus scoperto centrifuga! Eccome come parte la giornata: sveglia fantozziana alle 7 di domenica mattina, altrettanto fantozziano ritardo dovuto non si capisce mai a cosa alle spese di Zahra e Ryo, poi Yamanote, treno, bus e tra un palla e l`altra in un`ora e mezza finalmente siamo arrivati. Ma che vedono i nostri occhi dai finestrini: non siamo i soli! ecco un macchina poi un`altra, poi una decina un centinaio un migliaio forse un milione:; un parcheggio che si perde a vista d`occhio! E meno male che oggi e` piu` nuvoloso e meno clado del solito! Comunque ormai ci siamo, e nel giro di dieci minuti siamo dentro gia` timbrati all`UVA e nell`area spogliatoi. In altri cinque siamo cambiati, pettinati, profumati e abbiamo ispezionato pure i dintorni. Gli uomini. io e Ryo, ovviamente. Al tempo delle altre due donne, M. e Z. (sono in incognito) aggiungete una quantitta` di minuti a piacere (ma che sia di almeno due cifre). Il posto sembra proprio carino: piscina, pseudo-giga, onses, e fuori lunghissimo percorso con corrente d`acua simulata, scivoli e il luna parka. In tutt questo tanti piccoli giochi e attrazioni per i piu` piccoli. Iniziamo subito immergendoci nell percorso con la corrente, che sempra trafficato come l`auto trada del sole il 15 d`agosto. Che bello finalmente in acqua! Pero` cammina che ti ccammina inizia a sentirti un po` scemo. Ma dove stiamo andando? E il divertimento dove sarebbe? sembriamo delle anime erranti in fila per entrare nel regono dei morti...ok viavia, si va agli scivoli! La fial non sembra impagnativa, dovremmmo sbrigarcela con poco. Eppure passoano i minuti e non ci si muove di unavirgola. Presto realizza il perche`: in Giappone la sicurezza in anzitutto: per cui prima che una scenda quello prima deve essere arrivato, allontanatosi dall`area, fatto la pipi`, cambiato, tonrato a casa, emettersi il piagima e f infilarsi nel letto. Solo allora il seocnod puo` partire. Morale quaranta minuti per unas civolta: ok bello, ma ora basta, andiamo nella piscina normale non prima epro` di esserci cimentati uin un opercorso tra piatttaforme galleggianti e funsi sospese alla giochi senza frontiere (e non dimentichiamci di dire che ho vinto la gara` di velocita`, questo e` fonadamentale per il racconto e il vostro interesse).
Vorremmo fare un`altro scivolo con i gommoni, ma la fila ci scoraggia decisamente, anche perche` non e` che faccio sto caldo e in fila fa freschino. Eppure la fila per il kamikaze, lo scivolo alto che va giu` in picchiata non sembra affatto lunga, probabilmente non molti se la sentono. Ok, prima di amngiara lo si fa! molti sono i itentennamenti man mano che si salgono i gradini, molti vorrebebro riniscuciare magli viene impedito: si va tutti! Ma aceh questo scivol e ingannatore e ipiedi fano male nella lunga attesa, cosi` come la pelle si accappona per il frdeddo e lo stomaco si lamenta per i crampi. Scendiamo giu` che sembraimo sparati da un missile. Ma ancora piu` velocemente ci precipitiamo a mangiare qualcosa. Mentre ci facciamo largo tra la folla un angusto pensiero mi passa per il cervello: ma come cavolo fanno a mangiare il raman pure all`acquafan???!!!Vabene l`affezione per la proiro cucina ma e` una zuppa in grasso di maiale, una bomba! Non avendo ancora inventano dei sacrosanti panini in Gippone, non ci rimane che ricorre all`alternativa dietetica che offre la cunia locale: pollo fritto e patatine fritte, il tutto in salsa di ketchuo, fritta ovviamente. Chissa` quale studio nutrizionale dci deve essere stato dietro alla scelta dei ristoranti. probabilemnte far morire i bagnati era l`unico modo per farne entrare ancora di piu`. Si ecco, porbabilmente quello deve essere il subdolo scopo di questo posto, infatti allo scoccare dell`ora parte l`evento che tutti spettano con trepidazione: nella piscina interna (nella quale ci siamo spostati per via della temperatura) partone i cavalloni. E allora tutti dentro! No aspettate, "tutti" eP un modo di rie, non si intende "tutti" veramente! niente da fare, orma sono "tutti "dentro. Mmm eppure questa scena io la ricordo, ma dov`e` che l`ho vista?.......ah si`! ma goni mattina quando prendo la Yamanote! Ecco cosa mi ricorda il gomito di quello dietro incastrato nel mio costato mentro cerco di sopravvire ai cavalloni (all`inzio e` divertente, poi preoccupapnete: non c`e` piu` nemmo lo spazio per voltarsie se qualcuno dovesse trovarsi in difficiolta` ora che salvassero si sarebbe disciolto nell`acqua. Infatti quando l`evento finisce tutti devono uscire, non si capice bene perche`, anche se quello scandagliare la piscina con fare sospetto tradisce una certa preoccupazione negli astanti. Ma a sto giro nessun cadavere: ndata! Ma noi forse non siamo abbastanza temerari per tutto questo e nostra grande xconsolazione per questa eventi provanti sono gli onsen dove cascate e finti acquaszione rendono l`esperienza piu` moviemntata. Se poi ci aggiungiamo due pistole ad acqua comtrate da Donkiote il giorno prima che ti tiro furi alla bastard la cosa diventa ancora piu` moviemntata. I soliti gaijin: tutti con la ciambella e noi con la pistola. Che voelte fare, a onguno il suo....
 
 
"Ah, summer - what power you have to make us suffer and like it!"
(Russell Baker, giornalista americano)
 
[“Ah, estate - quale potere possiedi per farci soffrire e farcelo piacere!”]
 
06/08/2008

Casa dolce casa...

Eccovi finalmente le foto della casa dove risiedo ormai da un paio di mesi. "Convivo" con la mia gentilissima quanto logorroica e iperansiosa padrona di casa e suo disponibilissimo quanto serio figlio: io di sopra e loro di sotto, ecco tutti gli inquilini. Nel mio appartamento ci sono ancora molte cose da sistemare ma perlopiu` da comprare: mancano tende, il letto, lampadari, mobili e accessori di varia natura. Questo mese i fondi del ministero sono stati bloccati causa mancanza di liquidita`, ma dal prossimo i finanziamenti dovrebbero riprendere.
Avrei voluto fare le foto in una bella giornata di sole ma questo e` il tempo medio che regala l`estate Tokyota.
Ok, date un`occhiata alle foto e anche al filmato che spiega il funzionamento di un irrinunciabile accessorio del mini-lavello del water (si`, qui tutti i water hanno il lavello incorporato).
Per vedere invece la mia casa su Google Map clicca qui. Clicca poi sul segnaposto "A", nel fumetto cmopare una foto navigabile che incidentalmente e` stata scattata proprio davanti al mio appartamento, e` la casa di due piani!
Presto la terza parte della tediossissima serie "Il Giappone che non funziona", so che non state piu` nella pelle.
 
"Je souhaite dans ma maison, une femme ayant sa raison, un chat passant parmi les livres, des amis en toute saison sans lesquels je ne peux pas vivre."
(Guillaume Apollinaire, scrittore francese)
 
[“Vorrei avere nella mia casa: una donna ragionevole, un gatto che passi tra i libri, degli amici in ogni stagione senza i quali non posso vivere.”]
 
04/08/2008

Il Giappone che non funziona - Parte 2a: il prodiver Internet

Quando si pensa alla precisione ci viene sempre in mente qualcosa di positivo. Se poi e` un`azienda o un servizio ad essere preciso allora ci sentiamo tranquilli e soddisfatti. Eppure, come tutti gli estremi, anche la precisione presa in modo assoluto sconfinando nella rigidita` diventa inefficace, anzi deleteria. Perche` senza un pizzico di flessibilita` (che poi e` cio` che lascia spazio all`errore) non si riuscirebbe nemmeno ad accendere la luce. Il prodiver Internet giapponese in cui mi sono imbattutto ne` la prova. So che un caso non e` rappresentativo dell`insieme, ma posso dirvi che per molti versi e molte persone la sensazione e` proprio quella. Se poi ci aggiungiamo una burocrazie a livelli di efficienza di quella italiana allora e` chiara l`intenzione di spingerti al suicidio. Ma passiamo ai fatti. Cerco in Internet un provider, a partire proprio dal superpubblicizzattissimo Yahoo BB. Un po` caretto, cosi` il mio collega Eiji mi suggerisce Sonet. Controlliamo ed effettivamente e` piu` economico. Andata. Non ho la carta di credito (nel prossimo post capirete perche`) e l`azienda non ha punti venti vendita, per cui mi devo muovere tramite i canali tradizionali, ovvero telefono e carta stampata. Parto dal primo, ma siccome non capisco mai una fava di "Sonkeigo" (linguaggio super formale - nonostante le mie preghiere non me lo risparmiano mai) faccio telefonare ad una mia collega che si offre gentilmente. Quaranta minuti per avere due informazioni di numero e prendere su il mio nome, indirizzo e numero di telefono. I costi di un simile call center credo che vengano espressi tramite notazione esponenziale. Comunque ne usciamo vivi (anzi, io, lei piu` morta che viva) e dopo un paio di giorni eccomi recapitare il modulo da compilare. Dopo un settimana mi torna lo stesso modulo da compilare. La cosa mi lascia perplesso ma scopriamo che Eiji ha frainteso il metodo di pagamento e i dati bancari erano necessari. Cosi`, perche` mancavano due righe domanda respinta e tutto da rifare (nessuna integrazione permessa, eh va be`). Dopo quasi una settimana mi ritorna l`ennesimo modulo da compilare. A questo punto faccio ritelefonare "Che succede? il modulo non andava bene?", "Mmm, a noi risulta solo il primo incompleto, non e` arrivato altro". "Come? strano, e` stato spedito diversi giorni fa", "Ho controllato ma non c`e` nulla. Forse e` in arrivo, ma onde evitare ulteriori ritardi compili e rispedisca quello nuovo". Col latte al ginocchia, obbedisco. Dopo qualche giorno mi arriva una cartolina, quidi la cosa procede. "prego inviare copia di un documento d`identita`". Ooooocchei. Siccome ormai li conosco faccio una copia e pure un ingrandimento fronte-retro della mia carta d`identita` e spedisco tutto via FAX. Due volte. Mi chiamano dopo due giorni e sopresa: non si legge bene la copia. "Ma come? pure l`ingrandimento?" "Si, mi spiace, provi a rimandarli". "No, se li rifaxo cosa crede che cambi? Ve li spedisco via posta". Poi per una settimana tutto tace. E io ripreoccupato ritelefono (s`intenda, faccio telefonare) "Oh, ma siete vivi? avete ricevuto i documenti? a che punto siamo", "Eh...ecco...non mi pare...siamo in attesa...forse c`e` qualche problema...sa, mio padre ieri e` rimasto chiuso nell`autolavaggio....controllo e le faccio sapere...". Io sono gia` incavolato come una bestia. Fortunatamente quando la telefonata arriva porta buone notizie "tutto a posto, a giorni ricevera` la cartolina con la conferma del giorno di installazione che ha scelto". Due giorni dopo mi arriva la cartolina, ma non e` quella che aspettavo. <<l`indirizzo da lei fornito non e` corretto, non e` possibile procedere con i lavori>>. COME NON E` CORRETTO??? E ALLORA COME C***O AVETE FATTO FINORA A MAANDARMI MODULI E CARTOLINE??!!! Faccio telefonare "Oh, ma siete ubriachi? cosa c`e` che non va?" "Il suo indirizzo non ci risulta". "senta e` lo stesso registrato in comune, il comune si sbaglia seocndo lei?" "No, e` che probabilmente trattandosi di distretti telefonici la suddivisione e` diversa...". "E allora come dovrei fare?" "dunque, contatti NTT (= provider telefonico) e si faccia dare l`indirizzo corretto". "COME? IO LO DEVO FARE? Ma fatelo voi, e` il vostro lavoro!". "Si, ma se lo fa lei e` piu` veloce, noi ci impieghiamo una settimana se chiediamo conferma". Ok, respira lentamente. Oggi la dobbiamo risolvere.. Telefoniamo a NTT e ci confermano che l`indirizzo e` corretto. Ritelefoniamo a Sonet e l`operatore "Mmm strano, chissa` perche`. Ok chiediamo conferma a NTT e se ci danno l`ok partiaom con i lavori. In una settimana le facciamo sapere". See ciao. Io non ci vedo chiaro e faccio ritelefonare ad un`altra mia collega, Yuuko, che presto si prende a cuore la mia causa in pieno spirito Erin Brockovich ma piu` delicata: "Senta abbiamo il numero della padrona di casa che vive di sotto. Rintracciate quello e scoprite l`indirizzo" "Eeh, purtroppo per una questione di privacy non possiamo. Lo faccia lei con NTT oppure chiami la sua padrona di casa e si faccia dire a che indirizzo sono associate le bollette." Cosi` telefono a NTT e mi confermano l`indirizzo di sempre, ovviamente senza il numero dell`interno. A questo punto non rimane che incomodare la padrona di casa. "mi scusi se le rompo le palle ma sa..." insomma mi conferma sempre lo stesso indirizzo (sempre senza l`interno) e che l`interno pero` e` regolarmente registrato.
Richiamiamo non piu` Sonet che ogni volta ci faceva morire di vecchiaia per verificare la situazione, ma direttamente la sussidiaria Acca. Modifichiamo l`indirizzo (tolgo solo il numero d`interno del mio appartamento) e ci dicono che ci vuole una settimana per confermare. "No", gli diciamo "mho basta. Oggi  ci confermate se va bene o no perche` nel caso passiamo ad un altro provider" "Ok, la richiamo al piu` presto". Ma in realta` passano due giorni e tutto tace. Io col morale sotto le scarpe (ma non solo questo) non posso fare altro che far ritelefonare a Yuuku per aver aggiornameni sulla situazione. Prima dei recenti sviluppi Abe, il nostro collega tiratore scelto, aveva buttato li` un "guarda che forse e` il numero dell`interno il problema, e` di troppo". E io "Noo, non possono essere cosi` idioti. L`indirizzo e` giusto, e` quello. Che c`entra il numero di interno?" Bhe`, inutile dirvi che aveva ragione lui.
Dopo piu` di due mesi, lunedi` verranno finalmente a installarmi Internet (nel giorno scelto da loro per non aggravare ulteriormente il ritardo). E tutto sto casino perche` avevo specificato il numero dell`appartamento. Traetene voi le debite conclusioni...

"Essere fluidi significa essere vivi. La rigidità appartiene alla morte. Abbi cura di stare dalla parte giusta."

(Osho Rajneesh, filosofo, leader carismatico e Maestro spirituale indiano)

01/08/2008

Il Giappone che non funziona - Parte 1a: la casa

Ooh, apriamo una parentesi finalmente per parlare di quel Giappone che non si conosce perche` abituati a quella immagine stereotipata di paese perfettino dove tutto e` a postino, tutti seguono le regole e i servizi funzionano. Parliamo della casa, ovvero di "cosa non deve fare un povero gaijin per trovare uno straccio di appartamento in affitto". E` vero, bisogna premettere che vado a parlare di una situazione che riguarda gli stranieri, i gaijin appunto, ma anche per i giapponesi le cose non vanno lisce lisce.
Ecco in sostanza cosa accade se voi stranieri residenti in Giappone vi recate in una agenzia immobiliare. La prima reazione e` un lampo di panico negli occhi di chi vi accoglie: "Prego entri, buongiorno" ma gia` gli trema la mano mentre sposta la sedia per accomodarvicisi. "E` un gaijin, chissa` se riuscira` ad esprimersi con segni gutturali?" probabilmente pensa l`agente. Lo vede poi rasserenarsi se masticate un po` di giapponese, come se gli avessero tolto un macigno dalla schiena. Tutti gentilissimi per carita`, ti fanno accomodare, ti offrono pure il te`, ma poi inizia il calvario. In ogni sacrosanta agenzia ti fanno compilare un modulo con tutti i tuoi dati e con le caratteristiche della casa che cerchi. Da quanto e` particolareggio ti induce a pensare che l`offerta dev`essere davvero molto ampia e invece scopri ben presto che iniziano a proporti di tutto tranne qualcosa che rientri pienamente nei quattro paramentri fondamentali che hai chiarito con fermezza: costo, dimensione, eta` e distanza dalla stazione. Chiaro, fanno il loro lavoro e tentano di piazzare i prodotti che piu` gli tornano utili, ma allora non  rompete le palle con `sto questionario. Comunque, si parte: mano alla testiera e dopo qualche minuto gia` escono i primi risultati.
Dovete sapere che in Giappone per affittare una casa si ha bisogno di un garante, ovvero di una persona che di prenda la responsabilita` sia economica che morale (in Giappone hanno la stessa importanza) del vostro comportamento. Per i giapponesi e` piu facile, basta un parente qualsiasi e bon, per un povero cristo di straniero le cose si fanno piu` critiche. C`e` chi e` piu` fortunato e come stundente ha l`universita` che fa da garante e chi lavora come me in un`azienda che lo sponsorizza (sia chiaro che queste circostanze non sono una regola). Per gli altri non resta che ricorrere alle grazie di qualche amico abbastanza benevolente pronto a fari carico del vostro fardello di affittuari indisciplinati. Ma anche in questo non e` ancora fatta: vista la labilita` del rapporto amicale dal punto di vista giapponese, spesso viene chiesta la partecipazione di un terzo garante, tipicamente un`azienda che dietro compenso vi sponsorizza. Anzi delle volte questa e` succifiente da sola come garante, ma di solito succede che serve anche il garante morale, altrimenti se fate i cattivi a chi si deve rivolgere il padrone di casa?
Comunque io arrivo gia` premonito, anzi ben premunito: non solo l`azienda mi fa da garante ma sara` proprio la firmataria del contratto (facendomi figurare quindi come semplice assegnatario). Le cose sembrano facili a questo punto, ma in realta` non si e` risolto un bel niente. Sei ancora davanti alla mazzetta di piantine appena stampate: questo si` questo no questo no questo pure no ma alla fine un quattro o cinque appartamenti li hai tenuti buoni. Quindi scatta l`operazione telefono. "telefonera` per sapere se sono liberi " penserete. Si` anche per questo, ma nel vostro caso di poveri immigrati sfigati, l`agente deve chiedere anche conferma. "E di che?" direte voi, ma che un brutto, sporco e puzzolente extracomunitario possa mettere i suoi zozzi piedi sui sublimi tatami delle immacolate cose giapponesi. "Ah buongiorno, mi scusi se la importuno a quest`ora, sono Mr. Pocoto Pocoto dell`agenzia Coiopocomacoio, c`e` un cliente che e` interessato all`appartamento, e` stranier....ah, si`, certo, certo, mi scusi se l`ho disturbata, mi faro` risentire piu` avanti, mi scusi, arrivederci". In faccia a te. Non una, ma due, tre e tutte le volte che servono a far rimanere un appartamento se va bene. Alla faccia della discriminazione raziale. Negli altri paesi e` reato, qui prassi legale. Io gli faccio notare che l`appartmento e` la mia azineda che lo affitta, io vado solo a viverci. Niente, ai proprietari non gliene frega una cippa. Fosse pure la Microsoft a pagare a loro interesserebbe solo chi e` che entra. A volte va un po` meglio e il proprietario si informa sulla nazionalita` dello straniero (la discrimiazione verso cinesi e coreani e` molto forte). Ma morale della storia ci si ritrova da clienti che scelgono a bestie che vengono elezionate. Non si e` piu` in diritto di scegliere il prodotto che piu` ci aggrada, ma bisogna accontentarsi di quello che viene concesso. La prima volta la cosa e` imbarazzante. La seconda umiliante. Dalla terza e` frustrante. Poi gli stati d`animo si sommano e si mescolano fino al punto che vorresti prendere a pugni tutti. Come se ti facessero un favore a darti una casa! Ma io pago!
Ma finora abbiamo preso per assunto di venire accolti dall`agenzia, e cio`, sebbene sia la cosa piu` diffusa, non e` affatto  da dare per scontato. Entro nell`ennesima agenzia, la signora pare un po` impegnata ma mi presento subito dicendo che cerco un appartamento. Cosa ovvia e banale ma giusto per farle capire che ci sono, che parlo un po` di giapponese e per rompere il ghiaccio. Ancora praticamente sulla soglia (aspetto l`invito prima di accomodarmi ovviamente) la signora mi chiede "che tipo di appartamento?". Io per la verita` non intendendo bene la domanda (mi pareva un po` strana, mi sarebbe venuto da risponderle "mha sa, qualcosa tipo con porte, finestre, muri, roba del genere insomma") e un po` spaesato dalla domanda diretta (di solito ti fanno sedere e ti fanno domande piu` specifiche con tanto di modulo) rimango un attimo inebetito cercando una risposta nella testa. Niente, non ne ho il tempo perche` mi sento subito liquidare con un "mi dispiace ma non abbiamo appartamenti per stranieri". Signori, benvenuti in Giappone. Io troppo turbato perdo il tempo per mandarla sonoramente affanculo e esco.
In un altro caso la tattica e` stata molto piu` sottile e infame. Entro in agenzia, solita cortesia ma facce piu` perplesse, modi fare un po` piu` imbarazzati. Domande di rito, le solite pratiche, poi inizia la ricerca sul computer. Dopo pochi secondi mi sento dire "mi dispiace, al momento non ci sono appartamenti che soddisfano la sua richiesta". Menti bastardo, lo so. Di solito vi sbattete come dannati per propormi almeno qualcosa e tu mi liquidi cosi`? Mi rifila un "appena troviamo qualcosa che va bene la contattiamo", ovvero addio a mai piu`.
Comunque non mi sono certo arreso, dovevo trovare una casa dove voglio io e come dico io. Ennesima agenzia ed ennesima pallosissima ricerca. Mettete sempre in conto almeno un 2-3 ore per ogni agenzia che visitate se non avete le idee piu` che chiarissime e decise, perche` gli agenti adranno avanti ad oltranza a proporvi cose simili (ma inaduegate alle richieste) fino allo sfinimento vostro. Sarete voi a dover dire "basta, ci pensero`". Se in questo ho spezzato una lancia a favore degli agenti per la loro dedizione (ne ho trovati davvero di ammirevoli) un`altra va spezzata per la loro bastardaggine (che spesso pero` e` politica dell`agenzia). Lungi da me l`idea di presentarmi in agenzia senza sapere una fava di disponibilita` e costi di appartamenti, cerco in Internet per farmi un`idea di cosa offre il mercato prima di recarmi in agenzia. Insomma, cerco le offerte. Cosi` facendo qualche richiesta via email e con le mie stampe sottobraccio me ne vado nelle agenzie competenti. Risultato? La stragrande maggioranza degli annunci sono falsi, oppure sono solo le offerte migliori che ormai sono andate da tempo. Pero` voi ormai siete caduti in trappola perche` il seder ce l`avete gia` in agenzia e loro vi potranno subissare di altre offerte. Ma il top l`ho raggiunto quando, ormai avendo accumulato una certa esperienza e determinazione, contatto via telefono un`agenzia. Faccio parlare la mia collega per sicurezza e l`agente conferma che l`appartamento c`e`. Strano penso, perche` qualche giorno prima pareva andato, ma siccome eravamo a cavallo delle ferie non c`era possibilita` di verificare bene. Mi faccio riconfermare e sembra tutto a posto. Mi faccio fermare un appuntamento per l`indomani mattina ma apprendo che lo stesso giorno c`e` un altro cliente che ha fissato l`appuntamento (il quale avrebbe precedenza) prima di me. E io dico "mbhe`, che mi frega? non e` che gli appartamenti si fermano tutti su due piedi, uno di solito vede, ci pensa, confronta e poi combina. Bhe` morale (avevo gia` un presentimento), arrivo li` la mattina e manco mi siedo che mi sento rifilare la storiella che il cliente precedente ha, guarda un po`, fissato l`appartmento. "Ma dai? sono le 11.30 del mattino e questo ha gia` deciso tutto? complimenti". Che sia una balla me lo conferma il fatto che e` gia` pronto per portarmi a vedere un altro appartamento. Che credi che sono nato babbo? In realta` a quel punto io avevo gia` fissato un altro appartamento e stavo solo cercando se c`era qualcosa di meglio prima della firma, per cui non mi interessava perdere tempo con le solite ciofeche. Tuttavia visto che eramo gia` pronti decido di dargli sta possibilita`. Purtroppo l`appartamento era cosi`, sufficinte ma senza alcun entusiasmo e comunque non a livello di quello gia` fissato. Devo insistere un bel po` per farlo desistere dall`idea di rifilarmelo visto che non si capacita del mio rifiuto tergiversante (forse a ben vedere a dirgli la verita` avrei tagliato corto). Comunque dopo quella volta ho mollato tutto e mi sono tenuto quello che avevo gia` trovato. Che proprio io avevo trovato. "Che significa? ovvio che tu lo cerchi e tu lo trovi". No, il senso e` un altro. In agenzia ricercano col computer nel database, ma quando non si conclude nulla di che si passa al faldone, un volumazzo degno di stare nell`encliclopedia Treccani che raccoglie altre piantine di clienti sulla via della dimenticanza. Una roba che a consultarlo ti si consumano occhi e polpastrelli. Ma siccome io sono un po` monomaniaco mi mettevo sempre li` e con pazienza certosina a sfogliarmelo tutto. In una di queste follie celebrali e delle tante agenzie immobiliari spulcia che ti spulcia alla fine trovo ben due e dico due appartmanti nello stesso faldone su non so quante centinaia di piantine. E le cose si mettono pure bene: l`agente telefona e mi conferma che sono tutt`e due liberi e aperti agli stranieri. Grande. Cosi` fissiamo il "kengaku" (la visita) e in un giorno arrivo finalmente ad un punto finora inconcepibile: posso sciegliere!
Scelgo quello con l`affitto piu` basso perche` mi sembra meglio. Ormai e` fatta. Si arriva alla preparazione dei documenti a mancano solo le firme. Poi l`inaspettato. Chiama l`agente usandosi prodigamente ma l`affare e` saltato. "E perche`?" gli cheido. Perche` a quanto pare il cliente non aveva capito che ero straniero! No comment. Poi ci viene rifilata (a me e al mio capo) la storiella che precedentemente era sta affittata sempre a degli stranieri (ecco il perche` dell`equivoco) ma che l`ultimo affittuario, un cinese, aveva finito per condividere l`appartmanto con altri dieci cinesi. Al che il proprietario, comprensibilmente turbato e traumatizzato per il resto della sua vita aveva deciso di farla finita con i sudici stranieri. Ancora oggi mi chiedo se sia stata una balla o no, ma direi che propendo per la prima. E comunque non sono cinese. Potete immaginare lo sconforto.
Grazie a Dio pero` in tutto sto casino l`altro appartmento era rimasto libero e cosi` ho potuto fermarlo, e sta volta per davvero. Se questo puo` sembrarvi tutto in realta` non lo e`. "Comee? Ancoraa?" Si`, perche` questa e` solo la parte burocratica. Poi c`e` quella finanziaria. "Cioe`? Non bastano tipo due mesi di caparra anticipata e via?". No, non bastano. Ecco alle spese a cui si va in contro per entrare in possesso di un appartamento.
Dovete sapere che in Giappone c`e` quella magnifica usanza (si`, perche` non e` una legge) del "reikin" (ovvero offerta in denaro di ringraziamento). Il cui significato pratico e` molto meno figo: bisogna egalare dei soldi al proprietario. "E perche` mai? Che fai di speciale?" Nulla, semplicemente e` una orma di ringraziamento per aver ricevuto l`altissimo onere di poter usufruire dell`appartamento. Una ecrepita eredita` della fine della seconda guerra mondiale quando c`era scarsita` di alloggi. "Ma che ti danno in cambio?" Nulla, e` un regalo e punto. "Bhe` dai sara` poca roba, una somma simbolica..." No, non lo e`, e` una manata. Ognuno fa come vuole per cui la situazione e` molto variegata, per cui si va dallo zero ai sei mesi di mensilita`. Si avete capito bene, sei mesi. Quindi in media diciamo sui tre mesi. Nel Kansai (Osaka, Kyoto, ...) si tende a stare un po` piu` alti mentre dalle parti di Tokyo piu` bassi. Tuttavia il reikin non e` slegato da altri fattori. Per esempio un appartamento vecchio e/o messo male con poche possibilita` di venire affittato avra` un reikin basso. O ancora a parita` di condizioni a reikin piu` alto corrisponde un affitto piu` basso. Appartamenti molto fighi e/o nuovi avranno un reikin alto. La morale della storia e` che ho dovuto tirare fuori una mensilita` gratis per gloria del Giappone. E mi e` andata pure bene che fosse una sola. Poi c`e` lo "shokin" ovvero il deposito tenuto come garanzia. Quello viaggia basso e me e` toccato di due mesi, per cui sommandolo col reikin andiamo ad un totale di tre mensilita` per entrare (siamo anche sotto la media). "Finita qui?" No, non e` finita qui. Poi c`e` l`assicurazione contro incendio e il cambio della serratura e altre menate che piu` o meno vanno a coprire mezza mensilita`. "Ok pero` ora e` finita..." No, non ancora. Questo e` quello che appare chiaro sulla carta, quello che dovete poi mettere in conto sono l`affitto del mese in cui entrate (in Giappone l`affitto si paga prima di usufruirlo, non dopo) e il compenso di agenzia, che porella si intesca una sola e misera mensilita` (sti c***i). Facendo un po` conti arriviamo che per entrare in sto appartamento ci vogliono ben 5 mensilita` e mezzo. E nel mio caso mi e` andata anche un po` bene perche` la media e due mesi di reikin e due di deposito. Insomma, immaginate di pagare di affitto 700 euro al mese e di doverne tirare fuori manco siete entrati ben 3.700! Ah casa dolce casa...
Comunque ora sono felicemente traslocato con mobili (pochi perche` l`impresa mi ha sfiaccato da tutti i punti di vista, compresi quello economico) dopo un`Odissea durata da Febbraio e a meta`. Da Motohasununa a Ikebukuro. Un bel passo avanti. Presto foto e info sulla mia nuova sistemazione ^__^  ....

"Io non domando a che razza appartenga un uomo, basta che sia un essere umano; nessuno può essere qualcosa di peggio."

(Mark Twain, scrittore statunitense)
30/07/2008

E saranno due...

Esatto. Saranno esattamente due anni che vivo qui in Giappone il giorno in cui partiro` alla volta di Milano. Per le vancanze si intende. Ed ecco questo post per cominciare ad avvisare tutti (tutti quelli che mi leggono ovviamente) che il 23 Agosto saro` seduto titubantemente col sedere su un volo Air China diretto prima a fare scalo a Pechino, e poi tutto d`un fiato fino a.....Roma! "Roma??" direte voi, "che c`entra?". Giustamente detta cosi` non c`entra una fava. Ma se aggiungiamo il fatto che non saro` solo ma con la mia ragazza le cose si fanno piu` chiare. Essendo lei straniera (ma non giapponese!) e non essendo mai stata in Italia, ne approfitteremo per girare un pochino quelle mete stranote e strabattute ma sempre apprezzabili quali Roma e Firenze. Per cui aspettatemi(ci) a Milano solo per il 31 Agosto, e poi saremo da quelle parti fino al 14 Settembre, data del volo di rientro (tappa a Shanghai sta volta).
 
Da qui in poi prosegue il post di "ma che fine hai fatto in sti quattro mesi?". Ebbene, non ho per niente voglia di parlarne ora, visto che sono di umore non buono, anzi, non c`e` lo proprio l`umore visto che in questo periodo me l`hanno fatto a brandelli. Problemi, problemucci, cose fastidiose, cose stressanti e il cocktail per per spossarti e mandarti a terra c`e` tutto. In questi quattro mesi sono successe molte cose: ho iniziato una nuova relazione, ho cambiato casa, qualcosa al lavoro e` cambiata e la mia vita si e` un po` piu` assestata e addentrata nella nuova disposizione, ma non senza scosse, frane e fatiche. Ne` parlero` con calma al prossimo giro, colmando il vuoto temporale che questo umore grigio ha contribuito a dilatare pesantemente. Dall`ultimo post il distacco e` forte. Eppure ci si finisce cosi` facilmente. Oggi no, domani forse, dopodomani e` meglio, e il tempo se ne va, te ne distacchi. E quanto provi a "ri-attacarti" ti accorgi che il buco iniziale e` diventato una voragine. Il distacco e` un mezzo potente. Nei momenti piu` terribili ci aiuta a sopravvivere, come una droga, ci fa sentire come se non fossimo piu` li`, come se la cosa ci riguardasse ma solo da lontano, come se quello che e` ci capitato non fosse davvero capitato a noi ma ad un altro con il nostro stesso nome e il nostro stesso taglio ti capelli. E cosi` ci salva quando il coinvolgimento raggiungie il culminie e rischia di annientarci. Molte persone non sanno usare questo mezzo o preferiscono non ricorrervi struggendosi dal dolore finche` non l`abbiano spemuto fin all`ultima goccia dalle loro cellule. Ma molte persone altre ne fanno normalmente utilizzo, anche solo un pochino, nei momenti piu` duri, del resto il distacco e` come una droga che allevia le pene. Tuttavia come tutte le droghe non lascia esenti dal pericolo dell`assuefazione. Si inizia a usarlo per piu` tempo, poi anche nei momenti in cui il dolore non e` particolaarmente acuto, e ci si ritrova cosi`, non da un momento all`altro, ma bensi` dopo un percorso graduale, in una realta` capovolta. Tutto diventa ovattato, distante, e i periodi di "contatto" con la realta` diventano sempre piu` brevi e rarefatti, finche` all completamento del processo la trasformazione e` totale: ci sei ma non ci sei piu`. Poche cose rimangono in grado di farci soffrire, mentre la quasi totalita` delle altre, benche` dotata di armi, non ne possiede di abbastanza lunghe per arrivare nel luogo in cui la nostra anima si e` ritirata, fluttuante nel microcosmo di noi stessi. Cosi` l`anima abbandona il possesso del corpo e ne mantiene solo l`amministrazione che pero` esercita` a distanza senza esservi compenetrata, come farebbe un  pilota con il suo robot. Il dramma e` che a questo punto il rischio di non poter tornare indietro e` elevatissimo. Il contatto col pianeta` "esterno" e` perso e dove le cose brutte non possono raggiungerci nemmeno quelle belle possono. L`encefalogramma della vita si appiattisce e improvvisi picchi o cadute diventano delle legge e sonnolente piccole onde. Chiusi in noi stessi si rischia di affogarvicisi. Il distacco e` ormai completo, irreversebile se non dopo immani e prolungati sforzi, perche`, si sa, e` molto piu` facile perdere che ritrovare. E ritrovare a quel punto e` importante, perche` senza "contatto" e` come essere gia` morti ma senza rendersene conto. Questo e` il distacco: una delle piu` potenti droghe dell`animo, che tutti utilizziamo con leggerezza ignari del pericolo che corriamo ogni volta che ne assumiamo una dose. E una volta che si e` dipendenti non ce ne si libera piu`. Anche dopo la disintossicazione ormai e` diventato un meccanismo che ci arriva "in soccorso" automaticamente, solo che a quel punto ce ne accorgiamo e se lo accogliamo lo facciamo con piena consapevolezza. E cosi` con distacco, consumatori occasionali o clienti di fiducia, passiamo sopra agli orrori della vita, anestetizzandoli perche` non ci divorino. Spesso non ne siamo consapoveli e ci limitiamo ad assecondare un impulso, a volte assumiamo la droga volontarimanete. E allora spegnamo la luce per non vedere il mostro che si ci scruta dall`angolo della stanza. Ma il mostro ringhia, il mostro vive...
 
"<<Anche questa e` buona, molto buona >> disse. <<Ascolti un po`: "Bisognerebbe essere orgogliosi del dolore: ogni dolore ci rammenta il nostro alto livello". Benissimo. Ottant`Anni oprima di Nietzsche! Ma non e` questo il pensiero che cercavo! Dunque: "La maggior parte degli uomini non vuol nuotare prima di saper nuotare". Spiritosa vero? Certo che non voglio nuotare. Sono nati per la terra, non per l`acqua. E naturalmente non vogliono pensare: infatti sono nati per la vita, non per il pensiero. Gia`, e chi pensa, chi concentra la vita nel pensiero puo` andare molto avanti, e` vero, ma ha scambiato la terra con l`acqua e a un certo momento affoghera`.>>"
(Hermann Hese, il Lupo della steppa)
03/04/2008

Il vorticoso turbinio dei petali di ciliegio

Il vento di primavera e` arrivato. Si e` fatto attendere parecchio ma alla fine non ha deluso le nostre aspettative. Quando ancora lo si poteva solo intravedere in lontananza, lasciandoci in balia degli ultimi sfoghi dell`inverno, con remoti influssi mi ha risospinto a Osaka e al Fushimini Inari Taisha. Al mio ritorno a Tokyo il vento primaverile stava combattendo con quello invernale per il dominio dell`incombente stagione. Una lotta inutile quanto inevitabile, la cui cruenta fine e` stata pianta dal cielo per diversi giorni. Poi una tregua, ne` inverno ne` primavera, su cui gli ume hanno dominato incontrastati. Ed e` in questo clima che il vento di primavera ha riportato nella Terra del Sol Levante la mitica Cristina, la personificazione dell`entusiasmo. Una favorevole combinazione per cose inconsuete, ed eccomi proiettato ad una riunione con la Toei Animation a interpretare la parte del suo capo che all`ultimo momento e` stato trattenuto in Italia. Si parla di un nuovo progetto di animazione in cui la compagnia di Cristina cerca un coproduttore nella Toei. La riunione e` interessante: si parla di storie, di personaggi, di sistemi di realizzazione e di badget, altro che pixel e cicli For. Non ho praticamente aperto bocca ma e` stato molto interessante e per certi versi avventuroso (a cominciare dall`Odissea del tassista di Cristina che l`ha portata con un`ora di ritardo alla Toei perche` non trovava la strada - l`unico tassista al mondo che non sa usare il navigatore satellitare! s`e` dovuto fermare ogni due per tre a chiedere le informazioni ai conbini che trovava O_o!).
Poi, nonostante il freddo, il vento di primavera ha iniziato a soffiare leggermente e ha portato insieme hai hai primi ciliegi in fiore il mio compleanno. Pochi amici piu` stretti il 25 e tutti quelli che il vento poteva raccogliere sabato 29. Molti i convenuti, circa una ventina, e non posso fare a meno di stupirmene esattamente come l`anno scorso. E` incredibile il modo di stare vicine delle persone che vivono qui. Non voglio dire che per tutti fosse importante esserci per me, ma che le occasioni di stare insieme sono qualcosa da perseguire, da costruire e non da selezionare chirurgicamente come a Milano, dove ognuno con le sue ragioni si crea una bolla in cui non si entra ne` si puo` uscire. La bolla qui e` in qualche modo unica e flessibile, da cui tutti possono entrare e tutti possono uscire con estrema facilita`. Ma bisogna esperire la differenza per capirlo. Insomma, sabato 29 festeggio ad Asian Kitchen prenotando con Caterina un`intera saletta per la grande adunanza: non e` solo la festa del mio compleanno, ma anche il suo sayonara party. Cate ritorna in Italia. I sei mesi di scuola sono finiti ed e` tempo di tornare. Ma alla cena della festa non ci si pensa, e` tempo di divertirsi. E` alla fine di questa, dopo un dessert a base di coppe giganti con dentro di tutto (gelato , frutta, pan di spagna, cornflakes), che il calvario di Cate ha inizio. I primi saluti per chi non viene al karaoke all-night-long, poi tutti a cantare e bere quelle bibite impossibili fino all`alba. Persino lei, irriducibile, si lascia cantare - in gruppo ovviamente - qualche canzone. Ma anche il karaoke finisce ed e` tempo per nuovi saluti.
Per noi amici piu` stretti ci sara` ancora un`occasione per rivederci prima della partenza definitiva. Ma intanto il giorno dopo il cielo e` triste, e un biblico pic nic ad Harajuku sotto ombrelli di sakura, naufraga in un mare di sottili goccioline. Il vento di primavera proprio non se la sente. Poi e` Lunedi`. E questa volta i malumori se li merita. Siamo solo in quattro, oltre a me e Cate anche Ambra e Davide. Una cena giapponese, un gelato mancato per l`inflessibilita` giapponese, qualche scambio di regali davanti a gelatine alla frutta e la metropolitana. Ovvero la stazione del treno. Uno dei luoghi dove si sono consumati e continuano a consumarsi piu` addii dell`umanita`. Il vento di primavera e` tornato a soffiare: petali di ciliegi vorticano ovunque, ma in cambio ha portato via Caterina. Ieri ho camminato lungo il Megurogawa. Sopra, rami piumosi di un soffice rosa, sotto, i miei passi su un irrequieto turbinio di petali silenziosi. Penso che sto percorrendo questo sentiero da solo. E penso che a ritorno lo percorrero` ancora da solo.
A presto Cate, buona fortuna.

Compleanno e Sayonara Party ->>

Il sentiero dei ciliegi presso il Megurogawa ->>

"Un`ombra si diceva, ma la strada ha rischiarata,
  ed or che l`ha lasciata un`ombra v`e` rimasta."
(Enzo Intiso, si continuo ad autocitarmi, e allora? E` il mio blog :P)
25/03/2008

Cose inaspettate che segnano la giornata

Wow, per tenere un blog aggiornato ci vuole davvero una costanza marmorea. E` anche vero pero` che quello che all`inizio ti sembra sensazionale con il tempo viene normalizzato, e forse e` per questo che scrivo sempre meno di frequente ("che bello oggi ho mangiato il ramen del`Hokkaido" non mi pare piu` un buon motivo per postare). Le mie piccole scoperte e le meravigliose facezie ancora le vivo sempre un po` tutti i giorni, cosi` come cose fastidiose e irritanti, ma ormai sono entrate a far parte di un vissuto quotidiano che ha perso molto della sbalordimento della prima volta.
Siamo ormai in primavera e i sakura ("ciliegi") si stanno risvegliando. Nel weekend i fiori completamente sbocciati andranno a far compagnia allo stupendo quadro incominciato dagli ume ("pruni") gia` da qualche settimana. L`ultimo freddo ci ha salutato settimana scorsa, ma ieri ha fatto una breve capatina, come quando si torna indietro a recuperare qualcosa che si e` dimenticato dopo aver trascorso una serata in un posto. Oggi e` sole e ancora non sono riuscito a trovare casa. Per di piu` ora mi hanno consigliato di aspettare un mesetto perche` questo non e` un buon periodo. E` tempo di diplomi e nuovi fiumi di persone si riverseranno a Tokyo. Pazienza, il momento arrivera` da solo.
Oggi e` anche il mio compleanno. 31. Si`, a numero cosi` lo capisco meglio. Eppure stranamente non mi viene niente da pensare. Chissa` perche` mi viene in mente solo l`immagine del buon Abe che, giusto ieri, compratosi un sacchetto di mini-marshmallows se li arrostiva uno per uno con l`accendino infilzandoli su non so quale bastoncino. In ufficio ovviamente. Piu` passa il tempo e piu` penso che quell`uomo meriti un monumento. (Abe:"voglio comprare un`auto nuova", io:"e quella che hai che fine fa?", Abe:"la vendo", io:"COME LA VENDI? stai sempre a lucidarla e lustrarla come se fosse un tesoro (ce l`ha pure dietro il bigleittino da visita), non ci sei affezionato?", Abe:"no", io:"come <<no>>?", Abe "no, no, la vendo" O_o).
La giornata e` ancora all`inizio, per ora due messaggi di auguri, uno spedito all`una e mezza di notte, e un plumcake regalatomi inaspettamente dieci minuti fa dalla mia sempre sorridente collega (di deeper) Muro-chan. Sulla confezione un micro-post it "Dear Enzo Happy Birthday", veramente carina, non me l`aspettavo. E non e` finita! (il bello della diretta). Ecco che e` appena entrato il mio compare Eiji con un bustone in mano "Enzo, happi bar(u)s(u)dei!" e me le consegna! Io sono esterrefatto! Lo apro e c`e` dentro un pro-model kit di Mazinga Z da montare e colorare!! E pure i colori mi ha preso! "Da parte mia e di Takashi" (suo fratelo gemello). Eiji sei un mito. Sono davvero contento, quasi commosso. Non tanto per la cosa in se` quanto per il modo in cui giunge inaspettata. Quando mi sono svegliato questa mattina, a parte mettermi una camicia blu e una cravatta rossa, non sentivo che sarebbe successo niente di particolare, e invece credo proprio che sara` la giornata delle cose inaspettate. E anche se finissero qui, sono sufficienti per averla segnata. Con un sorriso nel cuore ovviamente.
 
PS: ho fatto il ponte a Osaka trascorerndovi tre giorni, e solo domenica sono tornato. Giovedi` mangiando e girando per mie posti preferiti mi sono ricordato perche` sono voluto rimanere in Giappone. Venerdi` parlando con Emi mi sono ricordato cosa devo fare e non sto facendo. Sabato al Fushimi-Inari Taisha, viaggiando tutto soletto dopo tanto tempo, mi sono ricordato perche` sono venuto in Giappone. A chi mi chiede come e` andata rispondo che Osaka e` sempre Osaka, e che e` sempre piu` certezza e sempre meno impressione.
"Fin dal primo giorno abbiamo la consapevolezza che dovremo morire, eppure la morte giunge sempre in qualche modo inaspettata.
 Alla vita ci sia abitua in fretta, perche` si ripete tutti i giorni.
 Eppure e` la vita che spesso giunge inaspettata. La morte e` una cosa scontata, la vita tutta da scoprire.
"
(Enzo Intiso)
 
29/02/2008

Oggi niente titolo

Nonostante i consueti ritardi ormai gli eventi su questo blog si sprecano: "sono stato qui", "ho fatto questo", "ho comprato due mele", "mi sono depilato le sopraciglia", e chi piu` ne ha piu` ne metta. Probabilmente continuero` cosi` per molto tempo ma oggi proprio ne ho le scatole piene ed esauriro` tutto con poche parole: il 7 Febbraio sono andato con Caterina a vedere il fantomatico capodanno cinese a Chinatown (Motomachi) di Yokohama. Fantomatico perche` altro che "grande evento e tutti dissero 'PORTENTO!", ma un piccola manifestazione con pochi convenuti a vedere il famoso drago cinese danzante che si fermava a benedire negozio negozio. Carino, ma neanche parente lontano del capodanno che si festeggia nella qui vicina Cina. Poco male, Motomachi e` davvero carina. Ma anche Minato Mirai, la zona del porto di Yokohama, e` molto suggestiva di notte: c`e` un grande luna park illuminatissimo e le luci riflessse sull`acqua incantano. Casualmente ci torniamo nel giro di una settimana ma con molti piu` amici. Le giostre non sono delle piu` ecnomiche: si vai dai 500 agli 800 yen a giro (3,5-5,5 euro). Per tanto ci accontentiamo di un suggestivo giro sulla DaiKanransha (la Grande Ruota Panoramica) e poi tutti a mangiare da Mac Donald dopo aver fallito da KFC che chiudeva in dieci minuti e aveva finito praticamente tutto (non che sia un fan del fast food, ma quello c`era a quell`ora).
Infine questo mese hanno compiuto gli anni mia sorella (AUGURI!), a cui non so mai cosa regalare e ho finito col non regalarle nulla, Michela la mia portentosa ex-coinquilina osakese che demando a fare spese a DenDen Town e si dimentica di rimandarmi le magliette che dimentico in giro, e Cinzia, ex-collega osakese che da brava romagnola ci ha portato a mangiare in una piadineria a conduzione italiana dove abbiamo ritrovato i sapori di casa (soprattutto con la piadina alla Nutella!). Rimanendo in eventi mondani, l`arrivo di Alice, la mitica amministratrice del mitico forum di GiapponeGiappone, ha fornito la seconda occasione in poco piu` di un mese per ritrovarci tra gente che bazzica gli stessi posti in Internet: questa volta la sesamo-mania ha lasciato il posto alla febbre dello shabu-shabu (verdure e carne e altri ingredienti non precisati bolliti in padella dagli stessi avventori).
Domenica scorsa invece, nel bel mezzo della cinque giorni della "Piccoli Tifoni Crescono" mi sono trovato con Caterina, Ilaria e la new entry Ambra per cercare di vedere i primi ume (pruni) in fiore prima che la bora giapponese si portasse via i petali con tanto di alberi. Si perche` si era ormai levato da giorni un vento tanto forte quanto freddo. Una mattina mi sono svegliato (oh bella ciao) e uscito di casa sembrava il giorno dell`apocalisse: cielo cosi` plumbeo e scuro che alle 9 del mattino i negozi avevano le luci accese; nell`aria nuvole di polvere turbinavano ovunque; una vecchietta ha aperto l`ombrello ed e` volata via alla Mary Poppins; e mio cuggino topo-cane e` tornato nelle fogne di New York perche` gli si spettivano i capelli. Comunque il giorno dei pruni non e` stata cosi` tragica, abbiamo pure beccato un matsuri (festival). Peccato che per il vento le bancarelle erano chiuse, i petali quasi tutti non sbocciati o volati via, e dopo aver fatto una corposa fila per ricevere i rametti di ciliegio gratis li hanno finiti a poche persone davanti a noi. Per fortuna uno spettacolo circense ci ha piacevolmente intrattenuti tra il frustatore cieco (che anche bendato tranciatava le rose tenute in mano dal "fortunato" di turno) e la ragazza snodabile, con piu` punti di snodo di qualsiasi Barbie abbiate mai avuto il piacere di possedere. Ah bhe`, tutto questo presso il tempio del Lavoro ad Okachimachi. La seconda tappa, gia` che c`eravamo, al tempio dell`Amore e` stata molto piu` tranquilla ma mistica: gli omikuji pescati da tutti, come al solito del resto, hanno rivelato particolari inquietantemente veri e presto la loro profezia si avverera`. Nel frattempo attendiamo fiduciosi.

Ecco, ora vi ho aggiornato quanto basta il calendario eventi come pallosamente solo io so fare, ci sarebbe ancora da raccontare la storia, tutt`ora in corso, della ricerca di un nuovo appartamento dove traslocare. Ma a questa riservero` un post tutto suo.

Oggi sono un po` scazzato. E` tutta la settimana che dormo almeno un`ora in meno di quello che dovrei e ho sempre un velo di stanchezza. Le cose ora si stanno muovendo lentamente in massa. Inarrestabili, grandi come continenti e in molti mi continuano a chiedere perche` non le afferro. Spunta fuori gente da tutte le parti che si dice in grado o pensa di riuscirle ad afferrarle ma e` solo perche` ignorano totalmente che si muovono in massa. Sembrano ferme perche` spesso sono in attesa a quando si muovono lo fanno tutte insieme, ma non si fermeranno mai davvero. E` un po` come stare sulla Terra: lei continua a girare ma noi non ce ne accorgiamo, ci pare ferma. Non si puo` fermare la Terra tenendola per un ciuffo d`erba, ne` strappandolo si puo` dire di averla afferrata.

Capodanno Cinese a Motomachi (Yokohama) ->>

Serata a Minoto Mirai (Yokohama) ->>

Ume e Templi di Lavoro e Amore ->>

"Il modo migliore per diventare noiosi è dire tutto."
(Voltaire)